La storia del poker Texas Hold’em
Attorno agli albori del Texas Hold’em fluttua una vera e propria cortina di fascino e mistero. Come tutte le cose interessanti, il Texas Hold’em ha una storia a metà tra la realtà e la leggenda. Parlando concretamente, la maggior parte degli storici è d’accordo nel definire la città di Robstown, nel Texas, la patria del Texas Hold’em.
Naturalmente non è un caso se questa variante del poker prende il nome dallo stato, il Texas appunto, del quale fa parte la sua città natale. La sua nascita gravita attorno agli inizi del secolo scorso: non si sa la data precisa, ma si sa con certezza che il Texas Hold’em nel giro di un centinaio d’anni è diventato un vero e proprio fenomeno, talmente apprezzato da essere il primo e unico gioco di carte che può vantare una copertura televisiva degna di molti altri sport. E in alcuni casi addirittura superiore.
I pionieri del Texas Hold’em
Intorno agli anni ’60, il Texas Hold’em fece la sua comparsa nella Mecca del gioco d’azzardo: Las Vegas, cittadina del Nevada quasi interamente dedicata al mondo del gioco. Lì “nacquero” le leggende di Doyle Brunson e Amarillo Slim, che sono un po’ il Maradona e il Pelè del Texas Hold’em. Ma l’evento che portò una vera e propria svolta nel Texas Hold’em fu l’invenzione delle World Series of Poker, i campionati del mondo di poker.
Furono i fratelli Binion, Benny e Jack, ad avere questa intuizione. La prima edizione delle World Series of Poker si tenne nel lontano 1970; durante i primi anni parteciparono solo pochi giocatori, nell’ordine della decina. Ma fu chiaro che il Texas Hold’em, la specialità in cui si giocava il main event, l’evento principale, era destinato ad un futuro più radioso.
E infatti col passare degli anni e con l’avvento dell’era mediatica, dove tutto ciò che è curioso fa ascolti, gli iscritti alle World Series of Poker crebbero sempre più, grazie anche alla copertura televisiva di cui potevano godere. Fino ad arrivare a un altro spartiacque: il 2003.
In quell’anno, infatti, il giovane e sconosciuto Chris Moneymaker vinse un satellite (un torneo di qualificazione) online e partecipò, spendendo pochi dollari, al main event delle World Series of Poker. Non solo partecipò, ma addirittura vinse, sbaragliando la concorrenza di centinaia di campioni afferrati.
Il Texas Hold’em online
La vittoria di Moneymaker, che ebbe un impatto mondiale visto che fu ripresa da diversi network televisivi (tra cui la famosissima ESPN), cambiò per sempre il mondo del poker. I giocatori online si moltiplicarono, e naturalmente anche le poker room, vere e proprie sale virtuali che permettono ai giocatori di giocare online, così come i casino online.
L’anno dopo, il 2004, le World Series of Poker riscontrarono un incremento incredibile di iscritti. Diamo un po’ di numeri, assolutamente significativi: nel 2003 gli iscritti alle World Series of Poker furono 839; nel 2004 furono il triplo, ben 2576. Tanto per capirci, l’edizione del 2006 (che ebbe il record assoluto), ospitò 8773 giocatori. Tutti amano il Texas Hold’em!








